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Quanto vale il commercio di armi mondiale

Il commercio internazionale di armi viene spesso deprecato per questioni etiche e morali; va aggiunto che esso ha una tale portata (la vendita e l’acquisto non riguardano solo armi, ma anche equipaggiamenti, logistica, trasporti e attrezzature tecnologicamente avanzate) da condizionare la politica degli stati, con accordi spesso taciuti e che stanno alla base di decisioni che il grande pubblico trova quanto meno incomprensibili. Il commercio d’armi non influisce solo sulle capacità militari di un paese, ma soprattutto sulle relazioni internazionali perché spesso le armi vengono acquistare per dei conflitti in corso o in via di preparazioni, sia di natura interna, sia di natura esterna.

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Perché la Corea del Nord minaccia gli Stati Uniti

Ogni settimana leggiamo di qualche test missilistico da parte della Corea del Nord, seguito da dichiarazioni roboanti di minaccia agli Stati Uniti e ai suoi principali alleati nell’estremo oriente (Corea del Sud, Giappone e Filippine). Il leader nord-coreano Kim Jong Un spesso rilascia dichiarazioni bellicose, di minaccia aperta nei confronti di quelli che lui ritiene nemici, e manda avanti un programma di sviluppo missilistico volto ad acquisire una valore di deterrenza contro le possibili minacce esterne.

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Quali animali c’erano prima dei dinosauri

Tornati di moda prepotentemente con Jurassic World, quarto capitolo della saga di Jurassic Park introdotta da Steven Spielberg nel 1993, i dinosauri hanno sempre affascinato l’uomo, stuzzicando la fantasia per queste bestie enormi che per un lungo tratto della vita animale sulla Terra, hanno regnato incontrastati. Come si sa la fine dei dinosauri è attribuita a un qualche avvenimento catastrofico, segnatamente uno scontro con un asteroide, che avrebbe impattato il nostro pianeta all’altezza della penisola dello Yucatan, 65 milioni di anni fa.

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Lo spettacolo della morra

La morra è un gioco assai diffuso, persino tante applicazioni la riprendono e c’è una solida tradizione in Sardegna e Friuli. È un gioco particolare, che si fa in due, stando in piedi uno di fronte all’altro. Simultaneamente i giocatori tendono il braccio destro, mostrando il proprio numero da 0 a 10, usando generalmente delle variazioni dialettali a volte modificate secondo l’uso del luogo, per rendere inequivocabile la scelta. Il gioco è semplice, ma la variabilità del risultato, determinato dall’imprevedibilità dell’azione dei due sfidanti, genera sfide appassionanti. I due contendenti hanno l’onere di indovinare la somma dei numeri che uscirà, se non indovina nessuno, o se indovinano entrambi, il turno è nullo. vince la partita che per primo raggiunge un numero convenuto di turni vittoriosi (in Sardegna la tradizione vuole 16). Il gioco viene svolto velocemente, scandendo i numeri in modo frenetico, con un ritmo incalzante, chiassoso, ricco di effetti acustici. Chi ha riflessi rapidissimi e grande destrezza può riuscire a modificare il proprio numero di dita stese, così da volgere a proprio vantaggio la situazione determinata dal numero di dita che una frazione di secondo prima è stato chiaramente e definitivamente mostrato dall’avversario. Per questo, e per la violenza gestuale e verbale che comporta, la morra è da sempre considerato un gioco proibito nei locali pubblici. Il motivo è anche un elemento di azzardo e casualità che spesso portava chi assisteva a raccogliere scommesse sull’esito.

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Come funziona l’effetto serra

Quasi la metà delle radiazioni solari che arrivano quotidianamente sulla Terra, concentrate nella lunghezza d’onda del visibile e in quella dell’infrarosso, dopo aver attraversato l’atmosfera, vengono assorbite dal terreno e dagli oceani e da questi in gara parte irradiata nell’atmosfera stessa con la lunghezza d’onda maggiore di quella che le ha colpite. Queste radiazioni, a differenza del visibile e del vicino infrarosso, vengono assorbite dai gas dell’atmosfera, in particolare da quelli con molecole formate da tre atomi, come il diossido di carbonio, il vapore acqueo e l’ozono e successivamente si riflettono sul terreno sottostante in un continuo riflesso. Questo processo, detto appunto di effetto serra, perché simula ciò che accade tra il terreno e le vetrate di una serra, tende a concentrare una parte dell’energia solare nella troposfera, ostacolando così la dispersione del calore terrestre negli strati esterni dell’atmosfera, con ricadute che rimangono benefiche fintanto che esso si mantiene entro limiti fisiologici, cioè fino a che non si determina un accumulo permanente di calore nell’atmosfera terrestre (cd. global warming).

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