A che punto siamo con la fame nel mondo

22 Feb

Gli abitanti della Terra sono attualmente 7 miliardi, ma si prevede che il numero sia destinato comunque a crescere nonostante le politiche di controllo demografico attuate in Cina e in India, che insieme rappresentano quasi un terzo del totale. Quando i numeri aumentano la politica della distribuzione delle risorse alimentari ne ha un contraccolpo. Si prevede che prima o poi, a causa dell’eccessivo sfruttamento del terreno, ci sarà un esaurimento delle risorse. Nonostante questi fatti allarmanti, il disastro può essere evitato: si potrà probabilmente stabilizzare la popolazione mondiale e fare un miglior uso delle tecnologie di salvaguardia del territorio per garantire gli approvvigionamenti alimentari. Presi nel loro insieme, questi fattori cambieranno in maniera radicale l’attuale agricoltura e soddisferanno le richieste nutrizionali essenziali: proteine, lipidi e vitamine.

I muscoli, i nervi e gli organi vitali sono essenzialmente costituiti di proteine; molte di esse sono gli enzimi, i catalizzatori biologici che controllano tutte le funzioni organiche, e proteine sono anche gli anticorpi, le magiche molecole che aiutano a distruggere gli agenti invasori patogeni. L’organismo non può immagazzinare più proteine di quanto gli occorrano: queste debbono essere consumate regolarmente ed essere di qualità adeguata. Per questa ragione, e non perché gli esseri umani necessitino di una grande quantità di proteine, le strategie alimentari debbono prefiggersi come obiettivo primario la produzione di un costante apporto proteico. Dall’inizio della seconda metà del secolo scorso, con l’aumento vertiginoso dei consumi, ha cominciato ad attuarsi lo sviluppo di almeno differenti tecnologie indirizzate proprio a questo scopo.

Nei paesi come l’India, per anni si è presa in considerazione la produzione di funghi commestibili come risorsa alimentare supplementare. Alcune varietà risultavano particolarmente promettenti, come il fungo giapponese Shitake, che ha un valore nutritivo pari a quello dei funghi mangerecci europei, ma un sapore molto più deciso. In altri posti le alghe di maggiori dimensioni vengono considerate promettenti, tanto che si è sviluppata un’industria di trasformazione, soprattutto per la nutrizione degli animali. L’alga marina Ulva, detta anche lattuga di mare, viene raccolta e mangiata in diversi paesi.

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