Che cos’è una biopsia

31 Mar

La biopsia è una tecnica impiegata nella pratica clinica da molto tempo, consiste nel prelievo dal soggetto vivo, a scopo diagnostico, di uno più frammenti di un organo da sottoporre a esame istologico. Oggi sono in uso biopsie di molti organi, come il midollo osseo, il fegato, i reni, la milza, i polmoni, i testicoli e la prostata, lo stomaco, l’intestino e persino il pericardio.

Trattandosi di indagini invasive, le biopsie di un organo presentano rischi e anche controindicazioni. Fra questi ultimi bisogna soprattutto ricordare tutte le malattie della coagulazione congenite e acquisite. Inoltre, poiché è indispensabile nelle biopsie con ago, che il paziente collabori all’indagine, ci possono essere problemi con i più giovani e i più anziani. Una volta eseguita la biopsia, il paziente va tenuto a letto, sorvegliando i parametri clinici per almeno 24 ore, somministrando farmaci che favoriscono la coagulazione.

L’indagine bioetica viene eseguita quando sia necessario diagnosticare con sicurezza condizioni morbose la cui presenza, la cui natura e la cui entità non possano essere accertate per mezzo delle normali procedure diagnostiche non invasive. Il frammento d’organo prelevato, dopo opportuna inclusione, fissazione e colorazione, viene analizzato dall’anatomopatologo. In genere viene osservato col microscopio elettronico. Con l’esame istologico dei frammenti prelevati ci si prefigge lo scopo di diagnosticare malattie insospettate o confermare diagnosi clinicamente sospettate, ma non adeguatamente documentate. La biopsia permette infatti di acquisire utili elementi di giudizio sulla natura del processo morboso, nonché sulla sua gravità, evoluzione ed estensione delle varie lesioni.

L’oncologia è senza dubbio il settore medico che trae attualmente i maggiori vantaggi dalle indagini bioetiche. Tale metodica infatti permette non solo una precisa diagnosi circa la natura neoplastica della lesione, ma anche – grazie all’uso di particolari tecniche di colorazione – identificare la gravità sulla base della presenza di precise forme tumorali altamente maligne.

Inoltre è ormai entrato nella consuetudine ricorrere alla biopsia del tessuto osseo, epatico e splenico per inquadrare lo stadio evolutivo delle neoplasie, conoscendo la stadiazione, ovvero il grado di progressione del tumore (dal primo al quarto stadio).

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