Cosa sono i bradisismi e che pericoli ci sono

17 Ago

I bradisismi sono dei lenti movimenti di abbassamento e innalzamento della crosta terrestre. Ci dicono con forza che il pianeta è vivo, come sappiamo, che dà prova della sua vitalità in modi molto sorprendenti.


Esistono i bravissimi marini, che riguardano il fondale, e quelle terrestri che coinvolgono territori particolarmente sismici. Possono essere definiti positivi o negativi, a seconda del fatto che osserviamo un innalzamento o un abbassamento. Questi fenomeni si manifestano con intermittenza, causano terrazze a gradini, che testimoniano periodi di alternanza tra immobilismo e movimento. In Italia ad esempio al largo del litorale calabro-messinese e lungo la costa tirrenica tra Marsala e Trapani oppure ancor fin Adriatico, nell’Istria, fino a Venezia e a Fano. Leggi

Come funziona l’effetto serra

8 Giu

Quasi la metà delle radiazioni solari che arrivano quotidianamente sulla Terra, concentrate nella lunghezza d’onda del visibile e in quella dell’infrarosso, dopo aver attraversato l’atmosfera, vengono assorbite dal terreno e dagli oceani e da questi in gara parte irradiata nell’atmosfera stessa con la lunghezza d’onda maggiore di quella che le ha colpite. Queste radiazioni, a differenza del visibile e del vicino infrarosso, vengono assorbite dai gas dell’atmosfera, in particolare da quelli con molecole formate da tre atomi, come il diossido di carbonio, il vapore acqueo e l’ozono e successivamente si riflettono sul terreno sottostante in un continuo riflesso. Questo processo, detto appunto di effetto serra, perché simula ciò che accade tra il terreno e le vetrate di una serra, tende a concentrare una parte dell’energia solare nella troposfera, ostacolando così la dispersione del calore terrestre negli strati esterni dell’atmosfera, con ricadute che rimangono benefiche fintanto che esso si mantiene entro limiti fisiologici, cioè fino a che non si determina un accumulo permanente di calore nell’atmosfera terrestre (cd. global warming). Leggi

Le piante sempreverdi

3 Giu

Conosciamo il colore tipico dell’autunno: giallo oro, arancio, marrone con varie sfumature che indicano la perdita del verde nella loro colorazione. Le foglie degli alberi cadono e riempiono i marciapiedi delle città, ovunque l’ambiente si tinge di colori vivi, che vanno dalla ruggine al marron scuro, passando per delle tonalità di rossastro che spesso catturano l’obiettivo di un qualche fotografo sentimentalista. L’autunno è una stagione di cambiamenti, il preludio al letargo invernale, quando la natura si prepara a passare i rigori dell’inverno esibendo una serie di trucchi davvero sorprendenti. Leggi

Le grandi navi rompighiaccio

14 Mar

Ai margini delle immense distese polari si muovono continuamente masse di ghiaccio che rappresentano una delle più insormontabili barriere per la navigazione. Le alternative sono quelle di passare sopra, sotto o attraverso il ghiaccio, e la tecnologia moderna ha reso possibili tutte e tre le soluzioni.

Il ghiaccio si presenta in numerose forme, che però possono essere divise grossolanamente in due gruppi, la banchisa che non è altro che la superficie del mare congelata, e gli iceberg, che sono grosse masse di acqua dolce che si sono staccate direttamente dalla calotta polare per fusine o per effetto delle onde. Gli iceberg sono per nove decimi sommersi e sposso hanno sporgenze nascoste sotto la superficie del mare. Leggi

L’inseminazione delle nubi e le scie chimiche

18 Feb

L’idea di arrivare un giorno al controllo del tempo potrebbe essere attraente. È stato anche detto che potrebbe essere più facile controllare il tempo piuttosto che predirlo. Ma nella realtà la situazione è molto lontana da tali idee fantasiose. Sebbene siano stati compiuto progressi per influenzare il tempo locale, i meteorologi non conoscono abbastanza il meccanismo di funzionamento del clima su scala mondiale per potere ottenere qualche risultato positivo su scala strettamente locale. E anche se riuscissero a domare gli uragani, riscaldare il Mar Glaciale Artico o provocare le piogge sui deserti, gli eventuali benefici potrebbero essere accompagnati da gravi rischi. Una delle tecniche più note per tentare di modificare il tempo su base locali consiste nell’inseminazione delle nubi. Dopo essere stato realizzato nel 1946 da due meteorologi americani che lavoravano per la Generale Electric, il sistema è stato successivamente impiegato per agevolare le nuove a liberare della loro umidità, eliminandola sotto forma di pioggia o di neve. Le nuove sono fatte di un gran numero di minuscolo gocce d’acqua e i meteorologi considerano calde le nuvole che hanno temperatura superiore a 0 gradi centigradi. Leggi