Le grandi navi rompighiaccio

14 Mar

Ai margini delle immense distese polari si muovono continuamente masse di ghiaccio che rappresentano una delle più insormontabili barriere per la navigazione. Le alternative sono quelle di passare sopra, sotto o attraverso il ghiaccio, e la tecnologia moderna ha reso possibili tutte e tre le soluzioni.

Il ghiaccio si presenta in numerose forme, che però possono essere divise grossolanamente in due gruppi, la banchisa che non è altro che la superficie del mare congelata, e gli iceberg, che sono grosse masse di acqua dolce che si sono staccate direttamente dalla calotta polare per fusine o per effetto delle onde. Gli iceberg sono per nove decimi sommersi e sposso hanno sporgenze nascoste sotto la superficie del mare.

Poter affrontare la banchisa dipende non solo dalla nave rompighiaccio, ma anche dalle condizioni della massa di ghiaccio. Sotto l’azione incessante dei movimenti del mare una distesa di ghiaccio può facilmente frantumarsi in grossi blocchi galleggianti, i cui bordi possono a loro volta scheggiarsi con la formazione di frammenti. Questi frammenti poi capita che si riuniscano, si saldino fra di loro e formino dei grossi blocchi che in acque poco profonde spesso raschiano il fondo del mare. Essendo soggetto a parziali fusioni e congelamenti il ghiaccio così formato tende a ridurre progressivamente il contenuto salino, e da ghiaccio di acqua salata tenera, biancastra e splendente, assume il colore azzurrino, durissimo, in grado di scalfire facilmente una lamiera d’acciaio (come è capitato nel celebre incidente del Titanic).

La flotta delle navi rompighiaccio – a differenza di quello che si può pensare – è particolarmente importante per le nazioni che si affacciano sul Circolo Polare Artico e che avanzano pretese su di esso, come la Russia ad esempio. In eredità dalla vecchia flotta del nord dell’URSS la Russia ha in dotazione dei rompighiaccio nucleari, capaci di un’autonomia praticamente infinita che assicurano i collegamenti tra le varie stazioni artiche nei porti più settentrionali della Siberia. La classe Arktika è composta da sei rompighiaccio atomici che hanno una valenza strategica, con sede di carenaggio a Murmansk, il tradizionale porto della flotta russa del Nord. La Russia, così come la Norvegia o il Canada, rivendicano la titolarità di porzioni di mare e di piattaforma continentale in propensione artica, cioè volte a sfruttare economicamente e militarmente il ricco sottosuolo della calotta. Per questo motivo le potenti navi rompighiaccio hanno un valore di deterrenza e controllo e possono garantire un controllo sulla navigazione intorno alla banchisa.

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