Energia dalle biomasse

20 Ott

L’energia immagazzinata nelle piante, milioni di anni fa nei combustibili fossili, o l’estate precedente nella legna da ardere, deriva, in ultima analisi, dalla stessa fonte: il Sole. La materia vegetale vivente del nostro pianeta, detta biomassa, è una riserva di energia rinnovabile all’infinito. Tutto ciò che è necessario per garantire un futuro approvvigionamento è l’acqua e la luce del Sole. peraltro, l’energia della biomassa non crea nessuno dei problemi di inquinamento che tormentano l’uso dei combustibili fossili.

In qualunque istante, la quantità di energia intrappolata nelle piante è di parecchio superiore alla richiesta energetica dei paesi più sviluppati dal punto di vista economico. Tuttavia, il fabbisogno umano di energia è tanto ingente che il soddisfarlo interamente sfruttando l’energia imprigionata nelle piante ridurrebbe notevolmente la quantità di biomassa disponibile per produrre il cibo, le fibre, i prodotti chimici e il legname da costruzione. Ma usata in associazione con l’energia derivata da altre fonti, quella vegetale può aiutare a liberare il mondo dalla sua dipendenza dai combustibili fossili.

La domanda mondiale sempre crescente di combustibili fossili è stata sinora soddisfatta, con grande spia e accresciuta difficoltà grazie alla scoperta di nuovi giacimenti. Le spese mondiali per l’approvvigionamento energetico continuano a salire e l’idea di affiancare lo sfruttamento della biomassa all’eolico e al nucleare, al solare e al moto ondoso, fa pensare a un futuro migliore. Il vero limite, come dimostra il caso del Brasile, con le coltivazioni di frumento per l’etanolo, è l’estensione delle coltivazioni. Il ricorso alle biomasse sta facendo avvertire degli effetti collaterali impensabili: il prezzo del pane è aumentato, la deforestazione in favore delle coltivazioni per la produzione di energia, è in aumento. Le piante sono depositi naturali di energia, notevolmente più efficienti nel captare la luce solare più di qualunque altro collettore. I collettori artificiali come quelli usati per i pannelli fotovoltaici pur ottimali non hanno questo genere di efficienza. Le piante catturano ed immagazzinano l’energia del sole attraverso la fotosintesi, il processo mediante il quale semplici sostanze chimiche vengono convertite in composti nutritizi più complessi. In teoira, la quantità massima di energia convertibile per fotosintesi è pari al 27% di quella che raggiunge una pianta. Nelle normali condizioni di crescita, tale valore è solo dello 0,5% 0,75%. In ogni sistema di estrazione di energia dalle piante è importante dunque selezionare quelle che si dimostrano più efficienti dal punto di vista del contenuto energetico estraibile.

Le centrali a biomasse sfruttano anche i rifiuti per riciclare l’energia grazie al valore biodegradabile dei composti. Il problema degli “inceneritori” è tutt’ora dibattuto, ma molto dipende dalla volontà politica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *