I danni dell’inquinamento marino

18 Set

I danni dell’inquinamento sono molto più profondi in un ecosistema come quello marino, che spesso non possiamo ripulire per i costi e le implicazioni che derivano dal recupero. Gli oceani sono spesso stati usati per la discarica di scorie radioattive solide di bassa attività specifica. Questo materiale viene smaltito sul fondo degli oceani. Non esisteva prima alcun reale controllo sugli effetti di queste scorie, malgrado l’opinione ufficiale, contestata energicamente da molti ecologisti, secondo la quali è improbabile che possano aversi conseguenze tali da essere avvertite.

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L’Italia dice sì al fotovoltaico

17 Set

Le notizie per il fotovoltaico in Italia sono molto confortanti, dopo il calo degli ordini del 2014, dovuto al taglio improvviso degli incentivi, grazie alle detrazioni Irpef il nostro paese è balzato al terzo posto, alle spalle di Germania e Cina. Un successo dovuto al boom delle richieste per le abitazioni residenziali.

Lo sfruttamento incessante del krill

15 Set

Tra le risorse più abbondanti il pesce oggi latita, i mari sono stati sfruttati a fondo e ci sono governi che lottano per assicurare alla loro marina mercantile aree di pesca non ancora sfruttate. Per quanto il pianeta sia grande, stiamo mettendo in crisi l’ecosistema. Alla base della catena alimentare marina c’è il krill, che ogni anno permette un raccolto abbondante.

Le dighe: un miracolo dell’ingegno umano

12 Set

Da 5000 anni le dighe sono l’elemento principale per la difesa contro le inondazioni e per la realizzazione degli impianti di irrigazione. Ma le grandi dighe – alte almeno 150 metri – della nuova generazione hanno una storia che risale indietro nel tempo di almeno 100 anni, e l’impatto delle più recenti tra queste gigantesche costruzioni nel mondo dell’industria, dell’agricoltura, della sanità e dell’ecologia deve essere ancora compreso a pieno.

L’inquinamento dei mari: il Mediterraneo

9 Set

Affondamento_della_petroliera_PrestigeGli oceani per lungo tempo sono stati considerati come la discarica mondiale: essere vasti e occupare gran parte della sfera del pianeta non aiuta. Abbiamo scaricato dei più diversi detriti: il petrolio da scarti o incidenti, rifiuti chimici, plastica, spazzatura comune. Esistono delle vere e proprie isole di plastica dove i rifiuti si condensano, formando piattaforme galleggianti di autentica vergogna.  Il Mediterraneo, nonostante costituisca soltanto l’un per cento della superficie marina del nostro pianeta, è enormemente inquinato e contiene circa la metà di tutto il catrame e il petrolio galleggianti. Questo è dovuto al fatto che rappresenta la rotta principale per le petroliere che transitano dal canale di Suez, recentemente allargato. Il mare perde, per evaporazione, molto più di quanto gli provenga dalle piogge e dai fiumi, ed è soggetto ad un costante riflusso idrico dall’Atlantico. Quantunque una parte dell’acqua ritorni nuovamente nell’oceano, le correnti del Mediterraneo sono deboli e occorrono da 80 a 100 anni perché tutta l’acqua si rinnovi. L’inquinamento, dunque, si produce ad un tasso maggiore di quanto possa disperdersi nell’oceano.

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