Falsi miti sull’allattamento al seno

9 Mag

L’esperienza sull’allattamento al seno, suggerisce che alcune cose che accadono durante questo periodo così straordinario possano essere sopportate. Ma in realtà ci sono molti falsi miti a proposito dell’allattamento al seno, che le neo-mamme non devono accettare perché ne hanno sentito parlare o un’amica gliene ha accennato.

Dolore durante l’allattamento – si sente dire spesso: è normale che l’allattamento provochi dolore. Una lieve resistenza durante i primi giorni di allattamento è comune. Qualsiasi dolore più che lieve è anormale ed è quasi sempre dovuto al fatto che il bambino si aggancia male. Se il dolore ai capezzoli non migliora al terzo o quarto giorno o dura più di cinque o sei giorni, si consiglia di consultare un medico. Un nuovo insorgere di dolore dopo un periodo di allattamento può essere dovuto ad un’infezione da lievito e richiede la giusta attenzione.

falsi miti allattamento al seno

Occorre pulire il capezzolo prima dell’allattamento – Il lavaggio dei capezzoli prima di ogni poppata non solo non è indispensabile, ma ha anche un effetto collaterale negativo in quanto rimuove gli oli protettivi naturali dal seno materno. Questi oli puliscono, lubrificano e proteggono i capezzoli dai germi e dai batteri presenti nell’ambiente. Tenete conto che la nostra specie si è riprodotta senza problemi per migliaia di anni in condizioni che oggi considereremmo disastrose. Il corpo di una donna è attrezzato per far fronte a determinati problemi.

Non assumere farmaci in caso di infezioni o interrompere allattamento al seno nel caso in cui si prendano farmaci – anche questo è un mito abbastanza consolidato. In realtà se la madre ha un’infezione è quasi scontato che il suo organismo la stia combattendo con un esercito di anticorpi. Quando ci ammaliamo il corpo produce anticorpi per contrastare germi e batteri, questi vengono trasmessi al bambino tramite l’allattamento. Pertanto la miglior protezione contro l’infezione è proprio che la madre continui ad allattare. Se il bambino si ammala, lo sarà comunque meno se non interrompesse.

La mamma che non produce abbastanza latte – può capitare che una mamma non produca abbastanza latte durante i primi giorni di vita del neonato, fornendo ad esso del colostro (il primo latte). Però come trascorrono i giorni la maggior parte delle mamme produrranno abbastanza latte per sostentare il piccolo.

La mamma deve mangiare e bere di più per aumentare la produzione di latte – un po’ come una mucca, molte neo-mamme sono portate a credere che debbono aumentare di 500 calore il loro introito quotidiano di cibo e bere molta più acqua. La verità è che deve bere acqua in relazione alla sua sete e non deve assumere un numero obbligatorio di bicchieri al giorno. Anche il numero delle calorie, di fronte a una dieta equilibrata nei macronutrienti, deve unicamente dipendere dall’appetito che ha. Alcune donne mangiano di più nel periodo dell’allattamento, altre mantengono invariata la loro dieta, ma non c’è una connessione diretta con l’allattamento. A meno di non deprivarsi degli elementi, in questo caso però siamo di fronte a un disturbo dell’alimentazione che va corretto psicologicamente.

Non possiamo sapere quanto latte sta effettivamente bevendo il bambino – in realtà si nota subito se il bimbo beve, perché quando lo fa la sua mandibola si muove ritmicamente e per diversi minuti. Una donna tende ad accorgersi di quanto latte sta dando e non c’è bisogno di preoccuparsi di quanto effettivamente ne offra, anche perché la conseguenza positiva più evidente dell’alimentazione con il latte materno è la crescita, che è osservabile. Se cresce bene vuol dire che è nutrito a sufficienza.

Se il bimbo viene allattato ogni poche ore significa che beve meno latte – al contrario è normale che il neonato richieda più latte anche passate due ore dall’ultima poppata. Il latte materno è altamente digeribile e lo si nota nel fatto che il bimbo allattato con latte materno tenda a soffrire la fame di più di un bimbo allattato con latte artificiale. Ma non vuol dire che il primo sia denutrito o beva meno latte. Gli serve per crescere e passata la sensazione di sazietà, a digestione terminata, ne chiede semplicemente dell’altro.

Saltare una poppata significa avere più latte per quella successiva – in realtà saltare delle poppate fa diminuire il latte a disposizione. Meglio essere regolari così da avere una costante produzione.

Il latte materno non contiene ferro a sufficienza – in verità il latte materno, secondo l’OMS, contiene tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno il neonato per crescere in modo sano. L’integrazione è semplicemente una moda dettata dalla pubblicità e andrebbe sostenuta solo dietro consiglio medico, per migliorare di fronte a delle carenze.

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