La Libia: la famigerata scatola di sabbia

8 Mar

La Libia ha una lunga storia di rapporti col nostro paese e il tema dell’intervento militare si sta ponendo alla nostra attenzione ora che gli alleati ci chiedono un maggior impegno per combattere il terrorismo. Ma cosa sappiamo della Libia? A parte le devastazioni di guerra, che tipo di paese è? Nel paese esistono tre regioni naturali e storiche: la Cirenaica, la Tripolitania, che si affacciano sul Mar Mediterraneo e il Fezzan, all’interno nella zona sahariana. Le coste della Libia presentano aspetti molto diversi. Quella della Tripolitania, dal confine con la Tunisia fino al capo Misurata è soprattutto piatta, priva di alcun rilievo o insenature particolare. La costa della Sirte che arriva a Bengasi è monocorde, brulla, ricca di sabbia con dune che spesso arrivano fino al mare; non essendovi porti naturali i pescatori e le navi mercantili trovano approdo in piccoli porti con ancoraggi qua e là. Le uniche insenature di rilievo sono a Derna e Marsa Susa. Il carattere della costa alta a picco, che impedisce la facile navigazione costiera, rotta da profonde insenature arriva fino al Golfo di Bomba. Mentre a est la costa è bassa e uniforme, sempre costeggiata da dune, fino a riprendere vigore e altezza, ripidezza e asprezza nei pressi di Tobruch, dove ancora mancano gli approdi naturali che non hanno mai impedito ai colonizzatori di arrivare e stanziarvisi. Leggi

L’Antartide, un continente tutto da studiare

28 Feb

250 milioni di anni fa, un continente, grande quanto l’Australia e l’Europa attuali messe insieme, scivolò lentamente verso l suo destino di ghiaccio. Sperata dall’America Meridionale, dall’Africa, dall’India e dall’Australia, la regione, ora nota come Antartide, andò alla deriva nelle fredde regioni del Polo Sud. Temperature di -88° C distrussero la sua vegetazione un tempo lussureggiante ed esistessero quasi tutte le forme di vita. Nevicate incessanti, sospinte da raffiche di venti gelidi che soffiavano a 250 km/h, si accumularono costruendo una cappa di ghiaccio dello spessore medio di quasi 2000 m. Oggi, il continente più alto e più arido del mondo costituisce una delle sfide più affascianti, che rimangono ancora all’Uomo nel campo dell’esplorazione e della ricerca scientifica. Leggi

Le religioni nel mondo

24 Feb

Spesso in tv ascoltiamo dibattiti estremamente raffazzonati sulle religioni, il loro ruolo e il perché esse siano importanti per alcuni popoli. Sovente si riduce a motivo religioso un dissidio che è basato anzitutto sulla spartizione delle risorse e delle materie prime (l’acqua, il petrolio, i diamanti). La religione o meglio il fanatismo, agiscono come combustibile aggiuntivo di un fuoco che divampa per altri motivi, ma è anche vero che ci sono stati molti conflitti religiosi e su base etnico-religiosa che si innestavano su altre problematiche (definizione di confini nazionali, egemonia regionale, volontà di potenza). Un esempio è l’ultima guerra etnico-religiosa in Europa, combattuta nei Balcani sul finire del secolo scorso (guerra di Bosnia). L’attuale lotta per il predominio della Siria e dell’Iraq viene dall’indebolimento delle strutture statali su cui si innesta l’antica divisione tra Sunniti e Sciiti, con nazioni contrapposte come Iran e Arabia Saudita che non riescono a far fronte al nemico comune, che invece riprende la guerra contro gli Infedeli (cioè i non musulmani). Le religioni generalmente sono pacifiche e sono molto diffuse. Secondo un sondaggio effettuato recentemente la religione più diffusa al mondo è il Cristianesimo, cioè la religione (credo) basata sulla figura di Gesù Cristo, il figlio di Dio, mandato sulla Terra ad espiare i peccati dell’Uomo. Seguono l’Islam, un’altra religione rivelata iniziata nel settimo secolo, che col Cristianesimo ha molto in comune, l’Induismo, la religione buddista (anche se non è una vera e propria religione, ma più un insieme di precetti) e l’Ebraismo. Religioni indigene e animiste raggiungono una percentuale del 4% in tutto il mondo, mentre Atei si professano il 15% della popolazione intervistata. Leggi

I faraoni che costruirono le piramidi

19 Gen

Molto si sa delle Piramidi, se ne parla quasi sempre nelle riviste specializzate, nelle trasmissioni televisive, e ci sono interi portali tematici online dedicati al tema. Le teorie della cospirazione sulla loro costruzione abbondano, così come le diverse interpretazioni sul loro ruolo nella storia d’Egitto. Poco si sa invece su chi le ha costruite. Le tre grandi piramidi non sono gli unici esempi di costruzione piramidale restituite dall’antico Egitto, oltre a quelle a gradoni, dovevano esisterne altre dello stesso tipo, ma non così imponenti. L’erosione del vento e gli altri agenti atmosferici ci hanno privato di parte della bellezza di queste costruzioni, ma rimane la grande testimonianza sia di una professione di fede (il culto dei morti e dell’oltretomba) sia della perizia architettonica di un popolo. Il tema della loro costruzione infatti rimane irrisolto. Le piramidi sono comunque state attribuite ai faraoni Cheope, Chefren e Mikerinos, così come la Sfinge, la statua mezzo leone, mezzo donna, che domina la spianata nel panorama basso. Leggi

Come nacque l’agricoltura meccanizzata

1 Ott

L’agricoltura meccanizzata ha cambiato il volto e il destino di interi paesi, consentendo alla Russia, agli Stati Uniti, al Nord Italia, alla Francia, alla Cina e alla Germania, per esempio, di emergere da una condizione di arretratezza. Ma a quando risale l’impiego degli animali per il traino degli aratri a ruota? La prima inconfutabile testimonianza dell’uso di veicoli su ruote viene dai pittogrammi della Mesopotamia meridionale che risalgono alla fine del quarto millennio a.C. Mille anni più tardi la ruota si era ben affermata in Oriente e nelle steppe della Russia meridionale – dove sia pensa che siano stati per la prima volta utilizzati gli animali da trazione – come pure in Europa e in India. Sebbene gli animali per la trazione siano molto più efficienti dell’uomo, essi sono molto meno facilmente controllabili. La potenza della coppia di buoi fu domata inserendo un anello al naso dell’animale e imponendo ad esso un giogo che veniva disposto davanti alla gobba naturale esistente nella spina dorsale. Leggi