Le religioni nel mondo

24 Feb

Spesso in tv ascoltiamo dibattiti estremamente raffazzonati sulle religioni, il loro ruolo e il perché esse siano importanti per alcuni popoli. Sovente si riduce a motivo religioso un dissidio che è basato anzitutto sulla spartizione delle risorse e delle materie prime (l’acqua, il petrolio, i diamanti). La religione o meglio il fanatismo, agiscono come combustibile aggiuntivo di un fuoco che divampa per altri motivi, ma è anche vero che ci sono stati molti conflitti religiosi e su base etnico-religiosa che si innestavano su altre problematiche (definizione di confini nazionali, egemonia regionale, volontà di potenza). Un esempio è l’ultima guerra etnico-religiosa in Europa, combattuta nei Balcani sul finire del secolo scorso (guerra di Bosnia). L’attuale lotta per il predominio della Siria e dell’Iraq viene dall’indebolimento delle strutture statali su cui si innesta l’antica divisione tra Sunniti e Sciiti, con nazioni contrapposte come Iran e Arabia Saudita che non riescono a far fronte al nemico comune, che invece riprende la guerra contro gli Infedeli (cioè i non musulmani). Le religioni generalmente sono pacifiche e sono molto diffuse. Secondo un sondaggio effettuato recentemente la religione più diffusa al mondo è il Cristianesimo, cioè la religione (credo) basata sulla figura di Gesù Cristo, il figlio di Dio, mandato sulla Terra ad espiare i peccati dell’Uomo. Seguono l’Islam, un’altra religione rivelata iniziata nel settimo secolo, che col Cristianesimo ha molto in comune, l’Induismo, la religione buddista (anche se non è una vera e propria religione, ma più un insieme di precetti) e l’Ebraismo. Religioni indigene e animiste raggiungono una percentuale del 4% in tutto il mondo, mentre Atei si professano il 15% della popolazione intervistata.

Di due miliardi e mezzo di cristiani, circa la metà sono rappresentai dalla chiesa cattolica romana, guidata dal Pontefice (Francesco), vescovo di Roma, mentre il resto è formato dalle chiese sorelle della Chiesa ortodossa orientale (con il suo patriarca) e le varie declinazioni protestanti. La chiesa cristiana ha subito vari scismi nella storia, soprattutto lo scisma con l’oriente (nel 1054) e la riforma protestante (del XVI secolo in Germania e poi nell’Europa centrale e settentrionale).

Il Cristianesimo era iniziato come una setta ebraica: gli studiosi hanno trovato delle corrispondenze tra gli Esseni e i primi seguaci di Gesù. Nel 380 si legò definitivamente a Roma, quando fu sancito che fosse la religione di stato dell’Impero Romano, che ne promosse la diffusione fino ai suoi più lontani confini. Ciò mise fine alla secolare religione politeista romana, che pure era stata influenzata nel tempo da altre credenze. Prima di allora la religione più diffusa probabilmente era l’induismo le cui origini si perdono nel tempo. Il Cristianesimo ebbe un ulteriore impulso quando si diffusa a oriente, nella Russia e nelle spianate slave, diventando il credo egemonico in Europa. Un ulteriore avanzata della religione cattolica si ebbe dalle conquiste dovute alle esplorazioni geografiche, portate avanti da sovrani cattolici di Spagna e Portogallo, con un’aggressiva opera di conversione delle popolazioni indigene, per poi diffondersi in tutto il continente americano. Mentre in Europa si assiste a fenomeni di secolarismo e abbandono delle religioni, essa è ancora forte negli Stati Uniti d’America e in Brasile, i due principali paesi americani. L’Islam è diffuso in Africa del Nord e centrale e ha nell’Indonesia, principale paese dell’Asia sud-orientale, il paese più popoloso, con Iran, Turchia, Nigeria, Sudan del Nord ed Egitto che fanno da guida nelle loro rispettive aree geografiche.

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