Ku Klux Klan: storia e significato dei razzisti bianchi

5 Mar

Una delle scene più divertenti di Django Unchained di Quentin Tarantino, è quando fanno la comparsa i membri del Ku Klux Klan. Oggi il gruppo è totalmente screditato, ma ha avuto una grande influenza nella storia passata degli Stati Uniti.

Nasce come un’associazione segreta a Pulaski, una cittadina del Tennessee alla fine della Guerra Civile, nel 1866. Già al data della costituzione ci indica chiaramente quali sono i suoi scopi: tutelare e proteggere i privilegi dei bianchi, contro gli uomini di colore, dopo l’affermazione dei paesi dell’Unione contro gli stati della Confederazione. Assunse fin da subito un carattere di organizzazione criminale e terroristica e fu sciolta immediatamente nel 1869, tanto che si succedettero ben presto delle leggi repressive che ne determinarono la condanna.

Il KKK assunse all’iniziano la definizione di Kuklos, che veniva alterato nella pronuncia in Ku Klux, a cui si aggiunse il vocabolo Klan, derivato da clan. La costituzione dell’associazione fu modellata secondo i principi della società segreta. Gli affiliati vengono definiti ku kluxers, mentre i capi venivano definiti Gran Wizzard (mago).

Il tratto più caratteristici del KKK è l’abbigliamento formato da un lungo camicie bianco con un cappuccio, molto simile a quello utilizzato da alcune confraternite religiose.

Lo scopo dichiarato della setta era comunque il rispetto della legge e della costrizione dello stato, la protezione dei deboli, l’aiuto degli affiliati e dei lavori tradizionali, quelli che oggi si definiscono come valori tradizionali degli stati del sud dell’Unione, a maggioranza repubblicana. Di fatto però il KKK proteggeva i razzisti e le correnti politiche più retrive e conservatrice, aizzando e provocando la violenza contro i cittadini di colore.

Già nel 1871 si può dire che il governo di Washington fosse riuscito nell’intento di rendere inoffensivo il KKK, ma essa non tardò a ripresentarsi, sotto diversa forma, con un programma più vasto, in tutti gli stati del Sud. AL momento della prima guerra mondiale, il nuovo KKK presentò una versione ancora più radicalizzata in difesa della popolazione americana bianca (white suprematism). Pare che nel primo decennio dopo la guerra del 1914-18, gli aderenti alla setta superassero i 5 milioni, con una forte presenza politica nei governi di stati importanti come il Taxas e l’Oklahoma. Contro il KKK si mobilitò anche l’opinione pubblica, denunciando calunnie, vessazioni e violenze.

Si assiste quindi a un delfino nel 1926-30, con meno di 10.000 affilati all’inizio del New Deal. Durante il periodo della presidenza Kennedy e nella continuazione di Lyndon B. Johnson gli Stati Uniti adottarono per la prima volta delle leggi sui diritti civili, a favore dell’integrazione razziale, scatenando la nascita negli stati del Sud di un nuovo movimento contro queste leggi, per certi sensi affine al KKK (per esempio con l’assassinio di Martin L. King). Il KKK oggi esiste come gruppi di confraternite isolate, mal collegate tra loro, che prendono il nome della vecchia setta e che fanno capo ai gruppi estremisti della destra della supremazia bianca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *