Cambiare macchina, cosa scegliere?

23 Ago

Cambiare auto pone dei problemi da risolvere relativi al costo del listino e al mantenimento. Quando si fanno due calcoli si capisce che comprare una macchina nuova si accompagna spesso a più grattacapi che altro. Quasi tutti i modelli accessibili alla fascia standard di prezzo (il costo medio dell’auto comprata dagli italiani è di 18000 euro) richiedono una manutenzione che va dai consumi, elevati col crescere della cilindrata, alla gestione degli pneumatici, del livello dell’olio, per non parlare dei costi straordinari. La macchina nuova indubbiamente assicura due vantaggi: il rischio di guasti nei primi anni di vita è pressoché basso, a meno che non si scelga un modello che notoriamente ha dei difetti. In secondo luogo si possiede un valore che può essere permutato al momento del cambio. È stato ampiamente dimostrato, infatti, che cambiare auto ogni tot anni, consente in realtà un risparmio rispetto al fatto di cambiare auto raramente e non nel ciclo di vita tipico di una buona macchina. In sostanza, cambiare auto finché c’è valore consente di recuperare la somma per investirla nell’acquisto di un nuovo mezzo, senza per questo entrare nel periodo in cui aumentano i costi di gestione per le revisioni e le sostituzioni.

L’usato a sua volta presenta dei vantaggi inversi, che però hanno il solo scopo di rendere più appetibile il prezzo: per cui rispetto a un costo meno elevato, abbiamo una richiesta economica per la manutenzione, che come passa il tempo, diventa sempre più elevata.

Una macchina usata spenderà sempre di più per il semplice motivo che la manutenzione con tanto chilometraggio alle spalle costa. Un altro fattore da tenere in considerazione è che la macchina di seconda mano ha meno valore in una eventuale terza permuta, il che azzera il valore complessivo al momento dell’acquisto. Non deve quindi sorprendere che siano sorte formule alternative all’acquisto, negli anni, che stanno riscuotendo un enorme successo.

Una di queste è il leasing. Il leasing nasce come contratto di finanziamento, quindi in termini generali non si discosterebbe molto dal classico acquisto a rate fatto con la finanziaria, se non fosse che con il leasing in realtà non si diventa proprietari del mezzo, se non dietro esplicito assenso alla fine del finanziamento (costo di riscatto). Il proprietario temporaneo può decidere se acquistare o terminare il contratto. Un’altra soluzione è quella del noleggio a lungo termine, che viene offerto principalmente alle aziende e ai liberi professionisti, con lo scopo di facilitare la permuta delle flotte aziendali o l’utilizzo di un mezzo nuovo, che non dia problemi. La formula ricalca quella del classico noleggio breve, se non per l’enorme differenza che la lunghezza del contratto si allunga fino a 5 anni volendo, con il pagamento di un corrispettivo mensile che comprende solitamente il costo del noleggio, l’assicurazione, l’immatricolazione, il bollo annuale, nonché importanti spese accessorie come il cambio degli pneumatici e dell’olio. Il noleggio a lungo termine è previsto anche per i privati, consentendo per ogni categoria una buona deducibilità dell’IVA e dell’IRPEF. Il vantaggio di questa formula deriva dalla sua flessibilità e dal fatto che le aziende e i professionisti possono sapere, con largo anticipo, quanto spenderanno per l’utilizzo della macchina. Con un beneficio complessivo nella gestione delle spese (per maggiori info vedi: http://www.crent.it/it/noleggio-auto-lungo-termine/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *