Le religioni nel mondo

24 Feb

Spesso in tv ascoltiamo dibattiti estremamente raffazzonati sulle religioni, il loro ruolo e il perché esse siano importanti per alcuni popoli. Sovente si riduce a motivo religioso un dissidio che è basato anzitutto sulla spartizione delle risorse e delle materie prime (l’acqua, il petrolio, i diamanti). La religione o meglio il fanatismo, agiscono come combustibile aggiuntivo di un fuoco che divampa per altri motivi, ma è anche vero che ci sono stati molti conflitti religiosi e su base etnico-religiosa che si innestavano su altre problematiche (definizione di confini nazionali, egemonia regionale, volontà di potenza). Un esempio è l’ultima guerra etnico-religiosa in Europa, combattuta nei Balcani sul finire del secolo scorso (guerra di Bosnia). L’attuale lotta per il predominio della Siria e dell’Iraq viene dall’indebolimento delle strutture statali su cui si innesta l’antica divisione tra Sunniti e Sciiti, con nazioni contrapposte come Iran e Arabia Saudita che non riescono a far fronte al nemico comune, che invece riprende la guerra contro gli Infedeli (cioè i non musulmani). Le religioni generalmente sono pacifiche e sono molto diffuse. Secondo un sondaggio effettuato recentemente la religione più diffusa al mondo è il Cristianesimo, cioè la religione (credo) basata sulla figura di Gesù Cristo, il figlio di Dio, mandato sulla Terra ad espiare i peccati dell’Uomo. Seguono l’Islam, un’altra religione rivelata iniziata nel settimo secolo, che col Cristianesimo ha molto in comune, l’Induismo, la religione buddista (anche se non è una vera e propria religione, ma più un insieme di precetti) e l’Ebraismo. Religioni indigene e animiste raggiungono una percentuale del 4% in tutto il mondo, mentre Atei si professano il 15% della popolazione intervistata. Leggi

A che punto siamo con la fame nel mondo

22 Feb

Gli abitanti della Terra sono attualmente 7 miliardi, ma si prevede che il numero sia destinato comunque a crescere nonostante le politiche di controllo demografico attuate in Cina e in India, che insieme rappresentano quasi un terzo del totale. Quando i numeri aumentano la politica della distribuzione delle risorse alimentari ne ha un contraccolpo. Si prevede che prima o poi, a causa dell’eccessivo sfruttamento del terreno, ci sarà un esaurimento delle risorse. Nonostante questi fatti allarmanti, il disastro può essere evitato: si potrà probabilmente stabilizzare la popolazione mondiale e fare un miglior uso delle tecnologie di salvaguardia del territorio per garantire gli approvvigionamenti alimentari. Presi nel loro insieme, questi fattori cambieranno in maniera radicale l’attuale agricoltura e soddisferanno le richieste nutrizionali essenziali: proteine, lipidi e vitamine. Leggi

L’inseminazione delle nubi e le scie chimiche

18 Feb

L’idea di arrivare un giorno al controllo del tempo potrebbe essere attraente. È stato anche detto che potrebbe essere più facile controllare il tempo piuttosto che predirlo. Ma nella realtà la situazione è molto lontana da tali idee fantasiose. Sebbene siano stati compiuto progressi per influenzare il tempo locale, i meteorologi non conoscono abbastanza il meccanismo di funzionamento del clima su scala mondiale per potere ottenere qualche risultato positivo su scala strettamente locale. E anche se riuscissero a domare gli uragani, riscaldare il Mar Glaciale Artico o provocare le piogge sui deserti, gli eventuali benefici potrebbero essere accompagnati da gravi rischi. Una delle tecniche più note per tentare di modificare il tempo su base locali consiste nell’inseminazione delle nubi. Dopo essere stato realizzato nel 1946 da due meteorologi americani che lavoravano per la Generale Electric, il sistema è stato successivamente impiegato per agevolare le nuove a liberare della loro umidità, eliminandola sotto forma di pioggia o di neve. Le nuove sono fatte di un gran numero di minuscolo gocce d’acqua e i meteorologi considerano calde le nuvole che hanno temperatura superiore a 0 gradi centigradi. Leggi

Come si formano le rocce

13 Feb

È il materiale più diffuso sul nostro pianeta: è la roccia, la pietra, ciò che troviamo di norma all’aria aperta in zone non urbanizzate, come fondo dove poggiamo i piedi, nei letti dei fiumi, sul fondo dei laghi, formano le montagne e vengono scavate dall’acqua per formare le grotte. Sono gli scogli e le pareti. Mentre è facile sapere come viene costruito un particolare strumento, ad esempio un mobile in legno, che viene prodotto dalla lavorazione di una pianta (un essere vivente vegetale), poco spesso si sa delle rocce. Le diamo semplicemente per scontate, come se ci fossero da sempre. Osservandola nessun profano saprebbe dire da dove proviene e come si è formata, un geologo si, egli le studia per lavoro e se ha una sufficiente esperienza potrebbe indicare come si è formata, la composizione, che minerali contiene. In realtà le rocce si dividono in tre grandi famiglie. Le rocce ignee , quelle sedimentarie e quelle metamorfiche. Ognuna di esse ha una forma diversa e ciascuna ha delle caratteristiche proprie che l’occhio allenato può facilmente riconoscere. Leggi

Darwin e l’evoluzionismo

2 Feb

La teoria evoluzionista si è rivelata una ricca fonte di dibattito da quando il naturalista inglese Charles Robert Darwin pubblicò, nel 1858, L’Origine delle Specie. Oggi, i reperti fossili sono visti con uno sguardo nuovo e sollevano una vivace polemica che riguarda non solo il sorgere della vita, ma anche il destino delle specie attuali, compresa la nostra. Sfidando il pensiero biologico tradizionale, vanno ora facendosi strada nuovi meccanismi riguardanti il mutamento evolutivo, unitamente ad una moderna teoria che implica un’evoluzione a stadi, secondo la quale a milioni di anni di stabilità nell’ambito di una specie succederebbero salti di rapido sviluppo evolutivo. Leggi