L’inquinamento dei mari: il Mediterraneo

9 Set

Affondamento_della_petroliera_PrestigeGli oceani per lungo tempo sono stati considerati come la discarica mondiale: essere vasti e occupare gran parte della sfera del pianeta non aiuta. Abbiamo scaricato dei più diversi detriti: il petrolio da scarti o incidenti, rifiuti chimici, plastica, spazzatura comune. Esistono delle vere e proprie isole di plastica dove i rifiuti si condensano, formando piattaforme galleggianti di autentica vergogna.  Il Mediterraneo, nonostante costituisca soltanto l’un per cento della superficie marina del nostro pianeta, è enormemente inquinato e contiene circa la metà di tutto il catrame e il petrolio galleggianti. Questo è dovuto al fatto che rappresenta la rotta principale per le petroliere che transitano dal canale di Suez, recentemente allargato. Il mare perde, per evaporazione, molto più di quanto gli provenga dalle piogge e dai fiumi, ed è soggetto ad un costante riflusso idrico dall’Atlantico. Quantunque una parte dell’acqua ritorni nuovamente nell’oceano, le correnti del Mediterraneo sono deboli e occorrono da 80 a 100 anni perché tutta l’acqua si rinnovi. L’inquinamento, dunque, si produce ad un tasso maggiore di quanto possa disperdersi nell’oceano. Leggi

Bono a Expo per parlare di fame nel mondo

7 Set

E’ arrivato all’Expo proprio ieri, durante una tappa del tour con la sua band, Bono, leader carismatico degli U2 da anni impegnato sul fronte della fame nel mondo e dell’abbattimento dei debiti. Il cantante irlandese si è presentato a Milano con una folta capigliatura bionda e con il peso della stanchezza del tour che sta promuovendo l’ultimo album del gruppo di Achtung Baby. L’appuntamento milanese è stato importante anche per il dibattito avuto col premier Renzi sul programma allestito dal World Food Program. Bono è da anni ambasciatore di questa tematica, promotore insieme a Bob Geldof della campagna sull’abbattimento del debito ai paesi del terzo mondo e in via di sviluppo, culminata nel grande spettacolo del 2005 intitolato Live 8. Bono è arrivato verso sera: autentica icona, papa ateo di una comunicazione mondiale che fa spesso leva su personaggi in grado di suscitare un dibattito. Ovviamente scottante il tema dei profughi che agita i governi di mezza Europa: le porte di accesso ai ricchi paesi del nord e del centro sono tutte a meridione e l’Italia è in prima linea. Leggi

Tutto su Ebola, il virus che stiamo sconfiggendo

2 Set

Fino allo scorso anno si parlava di Ebola come pericolo potenziale mortale per l’uomo. Ma se ne parlava come se un’infezione globale non sarebbe mai arrivata. Quando invece hanno iniziato a diffondersi i primi focolai l’emergenza pandemica è apparsa in tutta la gravità. Molte teorie della cospirazione hanno a che fare con Ebola, definendolo una variante di virus impazzita, sfuggita dalle mani di un biologo asserragliato dentro un laboratorio di ricerca di una big pharma. In realtà la scoperta del virus avvenne tramite l’osservazione dei sintomi in Zaire, l’ex Congo Belga, nel lontano 1976, anche se il primo focolaio potrebbe essere partito dall’attuale Sudan del Sud. Per decenni se n’è parlato come di una malattia mortale, sconosciuta, per la quale non avevamo risposte. Invece, nel 2015, abbiamo conosciuto due casi di italiani ammalati gravemente e guariti, nonostante l’infezione contratta in loco. Come è stato possibile questo straordinario risultato? Leggi

Il master universitario: cosa è e perché conseguirne uno

15 Giu

Il master universitario è da sempre un sogno inconfessabile per lo studente che vuole fare carriera, sa applicarsi e punta tutto sullo studio per ottenere un lavoro più remunerativo. Studi e statistiche dimostrano inequivocabilmente che l’alto salario del lavoro successivo è la leva principale che spinge gli studenti ad andare oltre la laurea, prolungando il periodo di apprendimento anche di tre anni.

Aggiornamento di Google per il posizionamento su mobile

26 Mar

L’importanza del mobile non sta più solo nei numeri: metà delle connessioni avvengono via tablet o via smartphone. C’è di più, con un annuncio non tanto a sorpresa, Google ha dichiarato – attraverso una dichiarazione ufficiale sul suo blog – che rilascerà un nuovo algoritmo specificamente dedicato alla versione mobile del motore di ricerca, il 21 aprile di quest’anno. Ma quali sono le implicazioni di questo nuovo update.